Luce e tecniche di illuminazione, Set a light 3D Studio

Uno degli elementi fondamentali della fotografia è rappresentato dalla luce e dalle ombre che essa genera. Le sue caratteristiche principali sono direzione, intensità e qualità.

Un interessante strumento per vedere il comportamento della luce e testare tecniche di illuminazione in studio senza averne uno a disposizione, oltre che per provare costosi modificatori prima di decidere se acquistarli, è Set.a.light.3D Studio di Elixxier Software.

Trovo inoltre abbia un valore aggiunto nel workflow di ogni fotografo, nella fase di pre-produzione permette di avere "in mano" un riferimento preciso del set e del risultato finale voluto prima dell'effettiva sessione dove sarà presente il cliente, la modella ed eventuali collaboratori. Essere ben preparati può fare la differenza tra uno shooting di successo e una lunga serie di imprevisti.

Naturalmente può essere utile anche come archivio di riferimento degli schemi adottati nei propri lavori o come strumento di apprendimento. Ecco qui di seguito una breve panoramica visuale delle tre caratteristiche sopra nominate usando Set.a.light.3D Studio.

Direzione

La direzione della fonte di luce in relazione al soggetto e alla camera. Le possibilità sono molte, quindi per brevità, ho scelto tre schemi luce molto comuni da cui partire:

 Butterfly, luce sulla stessa linea della camera, ma più in alto in modo da creare un'ombra sotto il naso

Butterfly, luce sulla stessa linea della camera, ma più in alto in modo da creare un'ombra sotto il naso

 Rembrandt, dal famoso pittore, è caratterizzata da un triangolo di luce che sfora nella zona di ombra del volto all'altezza della guancia

Rembrandt, dal famoso pittore, è caratterizzata da un triangolo di luce che sfora nella zona di ombra del volto all'altezza della guancia

 Split, luce laterale che taglia il soggetto in due, lasciando una metà completamente in ombra e illuminando la restante

Split, luce laterale che taglia il soggetto in due, lasciando una metà completamente in ombra e illuminando la restante

Intensità

L'intensità o quantità, cioè la potenza della fonte di luce. Prendiamo ad esempio lo schema butterfly e cambiamo solamente l'intensità della luce; risulterà così una foto correttamente esposta (al centro), una sottoesposta dove l'intensità è troppo bassa per illuminare bene il soggetto che si perde nelle ombre dell'immagine (a sx) ed una sovraesposta dove l'intensità è così forte da "bruciare" la foto rendendo illeggibili i dettagli del volto che si perdono nelle luci dell' immagine (a dx).

 Underexposed (-3 stop), Correctly exposed (base), Overexposed(+3 stop)

Underexposed (-3 stop), Correctly exposed (base), Overexposed(+3 stop)

Qualità

La qualità, che può variare da dura a morbida, dipende dalla dimensione della fonte di luce rispetto al soggetto e alla sua distanza da esso. Prendiamo ad esempio lo schema Rembrandt e cambiamo solo il modificatore di luce lasciando invariata la distanza fonte di luce-soggetto (1,5m). Una luce è dura quando il passaggio dalle zone di ombra alle zone di luce è ben delineato, mentre è morbida quando il passaggio dalle zone di luce a quelle di ombra è molto graduale. Come si può vedere nelle immagini sotto, più è grande la fonte, più la luce è morbida.

 Reflector Ø 18cm - Beauty dish Ø 56cm - Octa Ø 150cm - (Soggetto/luce: 1,5m)

Reflector Ø 18cm - Beauty dish Ø 56cm - Octa Ø 150cm - (Soggetto/luce: 1,5m)

Se però aumentiamo la distanza (aumentando l'intensità della luce naturalmente per mantenere la stessa esposizione), una fonte di luce grande risulterà comunque piccola in relazione al soggetto e quindi risulterà dura.

 Octa Ø 150cm - (Soggetto/luce: 4,5m)

Octa Ø 150cm - (Soggetto/luce: 4,5m)